N° 9 | Luglio 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viaggiare liberi... per scoprire l’Africa con il cuore!

di Giulia Rumor

 

Agosto ormai è alle porte, e con lui anche le vacanze del 90% degli italiani. Milioni di persone che, “costrette” da un calendario che vuole le ferie per tutti negli stessi periodi, si sposteranno per le destinazioni italiane ed estere le più svariate, concentrandosi in quelle mete che, si sa, sono “di moda” (ogni anno variano). L’italiano in vacanza si attiene rigidamente ad alcuni protocolli che rifiuta di seguire, ma che inevitabilmente lo avviluppano: in genere “l’italiano va dove vanno gli italiani”, ma per tutti vale la stessa affermazione, quando fa una richiesta all’agenzia di viaggi: “per favore, voglio una destinazione dove io possa vivere tranquillità e pace, lontano dagli italiani (risaputamene siamo conosciuti nel mondo come chiassosi e piantagrane), dove possa stare in maglietta, sandali e pantaloncini corti”.

Poi non si capisce come, ma sono tutti raggruppati un anno ad Ibiza, un anno in Grecia, un anno a Zanzibar,...

Quest’anno abbiamo avuto tantissime richieste per il Kenya (che sia una destinazione di moda??!!). Cosa giustificata, perché in agosto/settembre il Kenya dà il meglio di sé per ciò che concerne i safari, visto che nella riserva del Masai Mara si assiste allo spettacolo (indimenticabile!) delle grandi migrazioni degli erbivori, ovvero ogni giorno 80.000 gnu, zebre e gazzelle che transitano dal Serengeti al Masai Mara, alla ricerca dei verdi pascoli. Questo spettacolo vale di per sé un viaggio in Kenya, è verissimo, ma il Kenya offre tantissime attrattive anche sotto diversi punti di vista. Il mare, non unico come quello delle Maldive ma in ogni caso degno di nota. Le escursioni nell’entroterra, alla scoperta della vera Africa dei villaggi lontani dal benessere portato dal turismo. L’artigianato locale, che offre oggetti davvero splendidi derivati dalla lavorazione del legno, del cuoio, del cotone, della palma,...

 

Ma... ecco il punto: abbiamo realizzato e programmato tanti viaggi, quest’anno, per tanti italiani che hanno voglia di conoscere il Kenya dei safari, il Kenya dell’Oceano Indiano, il Kenya della gente povera ma sorridente. Siamo contenti di poter “accompagnare” tanti di voi a vivere la “nostra” Africa (come spesso scrivo a chi mi chiede consigli, viaggi o programmi particolari), ma abbiamo anche tanta paura che molti non siano pronti e desiderosi di affrontare l’Africa, l’Africa vera, come invece credono di voler fare.

 

E quindi ho pensato di fornire dei banali, semplici e forse scontati consigli a chi viaggerà in Africa (nella prossima estate o nel futuro), affinchè sia più semplice e immediato per chi li seguirà vivere l’Africa in libertà. In libertà da tutti quegli aspetti che, forse non lo sapete, ma impediscono di poter godere appieno di un viaggio in una terra così splendidamente unica. In libertà dai preconcetti che ci legano anche se non lo sappiamo. In libertà da tutte quelle abitudini che ci irrigidiscono e ci impediscono di provare cose nuove, esperienze incluse. In libertà dai condizionamenti delle nostra società, che consideriamo “indispensabili e ovvi”, e invece ci proibiscono di vivere le emozioni che solo l’Africa sa dare.

 

1) INSERITE NELLA VALIGIA SOLO INDUMENTI CHE CONSIDERATE COMODISSIMI, indipendentemente che siano vecchi, bucati, macchiati, fuori moda, abbinabili tra loro. Non ragionate come si fa quando si va in crociera, oppure a Lignano Sabbiadoro, o ancora in Calabria (o altre destinazioni), quando fare la valigia diventa un vero e proprio lavoro! Aprite i vostri armadi e liberatevi da quella voglia di “essere sempre belli, adeguati e presentabili”. Lo sarete lo stesso, ve lo garantisco, perché in Africa basta una t-shirt lavata per essere carini ed eleganti. Non avete idea di quanto vi sentirete bene senza dover scegliere ogni giorno il vostro abbigliamento, senza dovervi preoccupare che vi stia bene, che non si veda che siete un po’ ingrassati, ma ragionando invece su come siate, finalmente, comodi! Il giorno prima della vostra partenza, poi, potrete “liberarvi” dei vostri abiti donandoli a chi ne ha davvero bisogno, senza poi pentirvene perché “quel vestito era davvero costoso”...

 

2) NON PORTATE NESSUN GIOIELLO, nessun oggetto di valore che non sia legato alle foto o alle riprese video. In questo modo non avrete la perenne paura che vi venga rubato, e potrete vivere la gente e i luoghi dove andrete con serenità, senza preoccuparvi che qualcuno abbia notato “quell’anello di famiglia dal quale non riuscite proprio a separarvi”, e che potrebbe costarvi caro. In Africa i gioielli non servono. E non dimenticate che andate in un paese povero, in cui quello che per noi è poco, per qualcuno è tantissimo, e di conseguenza non sfoggiare è anche una questione, a mio parere, di rispetto e buon gusto. Senza contare che viaggiare “nudi” vi farà sentire sorprendentemente sereni.

 

3) AVVISATE I PARENTI (E GLI AMICI) PERIODOCAMENTE SULLA VOSTRA SALUTE, per il resto del tempo spegnete il vostro cellulare, lasciatelo in valigia e dimenticatevi di “dover” essere reperibili, raggiungibili, avere campo (rete!?...), di non aver sentito la suoneria,… In Africa ricevere e spedire sms è costosissimo (oscilla, a seconda dei contratti, da 0,70 centesimi a 1 euro), e telefonare inaffrontabile (5,5 euro al minuto). Riuscirete a vivere i tempi africani, a sentirvi tranquilli e a godere appieno di una terra lontana anni luce dalla nostra Italia per cultura, abitudini, valori, tradizioni,… Il cellulare vi terrebbe, gioco forza, “ancorati” a casa.

 

4) PRENDETE LE PRECAUZIONI SANITARIE E MEDICHE DI CUI AVETE BISOGNO PER VIVERE IN AFRICA SENZA ANGOSCIA, dopo di che cercate di essere fatalisti, senza ossessionarvi ogni istante con il terrore che “quella zanzara sarà proprio quella che trasmette la malaria?”, che “quel dolorino di pancia non sarà l’avvisaglia di una diarrea incontenibile?”, che “quella banana che ho comprato lungo la strada non abbia qualche misterioso battere?”... Se vivrete con l’ossessione della malattia, vi garantisco che rovinerete la vacanza a voi stessi in primis, e ai vostri compagni di viaggio. State sereni, davvero, perché l’Africa non è il covo di tutte le malattie del mondo.

 

5) SE AVETE DEI BAMBINI CON VOI (VOSTRI FIGLI O FIGLI DI AMICI), FATEVI CONDIZIONARE DAL LORO ENTUSIASMO!. I bambini sono davvero stupendi, soprattutto quando viaggiano in Africa. Sono spontanei e pronti ad entusiasmarsi per ogni cosa, dalla scimmietta al leone senza distinzioni (noi adulti viviamo il safari come finalizzato all’avvistamento del leone, perdendoci in questo modo le emozioni che un tramonto o una mangusta sanno trasmetterci), sorridendo e stringendo in un attimo un’amicizia con “quel” bimbo che viene sempre sulla vostra spiaggia. I bambini sanno essere liberi, spontanei, e vivono l’Africa con un trasporto e un coinvolgimento davvero invidiabile. Cercate quindi di fare come vostro figlio… e scoprirete quanto bella è l’Africa!

 

6) IMPONETEVI DI NON LAMENTARVI PER OGNI COSA, SUBITO, come fareste se foste a casa. Purtroppo (??!!!) l’Africa non è l’Italia, le cose non funzionano come in Europa, lì le cose che per noi sono fondamentali (es. puntualità, pianificazione, rigore,…) contano pochissimo, perché non hanno valore per la gente e per il modo di vivere. Non possiamo credere che ciò che conta per noi, nati e vissuti in un paese industrializzato, valga allo stesso modo per un paese del terzo mondo, dove la gente deve trovare i mezzi di sostentamento quotidiani. In Italia siamo abituati ad insultarci al semaforo se uno si è distratto e non è partito un secondo dopo che è scattato il verde. A spazientirci se alla cassa del supermercato la vecchietta si attarda a cercare la moneta nel portafoglio. A indignarci perché il bicchiere, al ristorante, ha una “strana” velatura. In Africa non possiamo fare così, innanzi tutto perché nessuno ci capirebbe, in secondo luogo perché in questo modo rovinereste la vacanza a voi stessi. Allora se trovate qualcosa che vi infastidisce, che vi sembra intollerabile, fermatevi un attimo e riflettete, ricordatevi che siete in Africa. Guardate la gente che vi circonda, cercate di sentire i loro pensieri, le loro preoccupazioni, di vivere le loro vite per un attimo, e chiedetevi che cosa capirebbe il taxista Baraka sentendosi fare una sfuriata perché è arrivato con 10 minuti di ritardo. Che cosa capirebbe Kadenge quando vede la vostra smorfia perché nel suo negozio c’è polvere. Ricordate: l’Africa non è l’Italia!

 

Posso assicurarvi che liberarvi da queste cose renderà la vostra vacanza in Africa un’esperienza davvero indimenticabile. Vi sentirete diversi, al vostro ritorno, con il cuore pieno e, chissà, magari malati, sì, ma di mal d’Africa! Buone vacanze a tutti.