N° 6 | Gennaio 2007

 

 

 

 

Un Natale ricco di desideri

di Giulia Rumor

 

Chi vi scrive lo fa dal Kenya, il giorno della vigilia di Natale.

Questa mattina parlavo con Anna (un’amica che sta trascorrendo le vacanze qui a Malindi), lei mi diceva che il Natale, trascorso qui al caldo, non è un vero Natale.

L’atmosfera, infatti, nonostante lo sforzo apprezzabile degli italiani e dei commercianti locali, che hanno cercato di addobbare strade e vetrine con addobbi vari a tema natalizio, non ha nulla che ricordi il “nostro” tradizionale, caratteristico, ripetitivo Natale. Forse sarà il clima, chi lo sa, ma qui non sembra possibile che “arrivi” il Natale!

E’ stato questo lo spunto che mi ha fatto riflettere... ed ho capito che qui il Natale al quale siamo abituati, il tipico Natale occidentale, non ci sarà mai!

 

Raccontavo ad Anna qualche giorno fa, in veste di fresca e spesso inesperta mamma quale sono (il mio piccolo Pietro ha appena 4 mesi e mezzo), che vorrei abituare mio figlio a non essere sommerso da regali, in occasione delle feste italiane (compleanno, Santa Lucia, Natale, e qualsiasi altra occasione sia un pretesto per comprare). Lei mi diceva, con l’esperienza di chi ha figli già grandi, e che forse certi buoni propositi educativi li ha dovuti vedere infrangere contro gli usi e i costumi della nostra società, che è molto difficile portare avanti con i propri figli delle scelte così “singolari” in una società in cui tutti hanno tutto. E più di tutto.

E’ così che mi è tornata alla mente una frase che mi sentii dire qualche anno fa, quando ancora non avevo conosciuto l’Africa e ancora non me ne ero innamorata, e quindi quando ero ancora lontana dalle “ovvie” riflessioni che questa terra ci impone. Volevo scegliere il regalo di Natale per Elisa, la bimba di una mia cara amica, e decisi di domandarle che cosa aveva chiesto a Babbo Natale.

Lei mi rispose, con tono un po’ triste e annoiato: “Non ho ancora scritto la letterina a Babbo Natale, perché non so cosa chiedergli”. Le sue parole mi risuonarono dentro. Non sapeva cosa chiedergli... Ricordo quando ero bambina io, quando toccava a me scrivere la letterina a Babbo Natale, a quando cercavo tra i miei mille desideri di selezionare quelli più importanti, quelli che più bramavo di veder realizzati. Facevo un elenco, lo cancellavo, poi lo rifacevo più e più volte, nei giorni che precedevano il Natale, nell’indecisione di ciò che davvero doveva stare in cima alla lista, e che con più probabilità avrebbe “convinto” Babbo Natale.

Non voglio fare della retorica, ma oggi noi abbiamo commesso un torto gravissimo ai nostri figli: abbiamo tolto loro il DESIDERIO.

Dando tutto, accontentando ogni piccola richiesta materiale (game boy, bicicletta, cellulare, televisione, ...), i nostri bambini non sognano più di vedere realizzati i propri desideri, perché noi li realizziamo subito dopo che loro li hanno fatti nascere dentro sé stessi. Non godono più dell’attesa, dell’”ansia” di poter vedere realizzati i loro sogni, della conquista...

 

Qui in Kenya, in Africa, i bambini sognano e basta. Desiderano anche se sanno con quasi assoluta certezza che non vedranno mai realizzati i propri desideri. Ed è forse per questo che gioiscono con tutto il cuore anche di piccole cose: un biscotto, una fetta di pane, una caramella, una matita colorata, una maglietta di seconda mano, perfino uno slip. E si costruiscono da soli giochi che hanno un fascino davvero indescrivibile, lavorando con pazienza pezzetti di legno, brandelli di carta portati dal vento, piccoli cordoni,... e dando dimostrazione di grande creatività e manualità. Proprio quella che stanno perdendo i nostri figli.

 

Bene. Per questo Natale io auguro a tutti i bimbi africani (ce n’è proprio ora qui fuori casa un gruppetto che schiamazza correndo dietro ad una palla fatta di stracci) di non perdere mai il desiderio, dentro di sé. Ai bimbi occidentali auguro di scoprire quanto sia bello sognare e desiderare. A mio figlio Pietro auguro di riuscire a cogliere il buono in queste due società così diverse tra loro, ma che hanno tanto da dirci e da insegnarci.

 

A tutti voi che mi state leggendo auguro un mondo di bene, un radioso Natale e un emozionante anno nuovo.

 

Giulia